L’evacuazione di oltre 100 passeggeri dalla lussuosa nave da crociera MV Hondius ha messo in allerta le autorità sanitarie globali. Con 18 americani attualmente isolati in unità di biocontenimento nel Nebraska e in Georgia, le autorità stanno monitorando più di due dozzine di persone sbarcate e i loro potenziali contatti.

Ad oggi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha confermato 11 casi di hantavirus tra i passeggeri e l’equipaggio, che hanno provocato tre morti. Sebbene la situazione sia grave, gli esperti sottolineano che è improbabile che questa epidemia si trasformi in una pandemia globale paragonabile a quella del Covid-19.

Comprendere la minaccia: il virus delle Ande

Il ceppo identificato sulla nave è noto come virus delle Ande. Questo specifico tipo di hantavirus è degno di nota per una caratteristica fondamentale: è l’unico hantavirus conosciuto in grado di trasmettersi da persona a persona.

In genere, gli hantavirus non si diffondono tra gli esseri umani. Invece, infettano le persone quando gli escrementi di roditori o l’urina contaminati vengono mescolati nell’aria e inalati, un rischio comune durante attività come la pulizia di soffitte o scantinati. Tuttavia, il virus delle Ande rompe questo schema, consentendo la trasmissione da uomo a uomo in condizioni specifiche.

Nonostante la sua capacità di diffondersi tra le persone, il virus presenta notevoli ostacoli al diventare una crisi mondiale. Come ha osservato il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, al momento non ci sono segnali di un’epidemia più ampia, anche se il lungo periodo di incubazione fa sì che nuovi casi potrebbero emergere nelle prossime settimane.

Perché non scatenerà una pandemia

Nicole Iovine, esperta di malattie infettive ed epidemiologa ospedaliera presso l’Università della Florida Health, spiega che il virus delle Ande differisce fondamentalmente dalla SARS-CoV-2 per il modo in cui infetta il corpo e si diffonde.

1. Profondità dell’infezione

SARS-CoV-2 ha infettato sia le vie aeree superiori che i polmoni profondi. Poiché era presente nel tratto respiratorio superiore, veniva facilmente espulso nell’aria parlando, starnutendo o tossendo. Al contrario, il virus delle Ande infetta molto in profondità nei polmoni e raramente colpisce le vie aeree superiori. Ciò rende molto più difficile per il virus essere aerosolizzato e trasmesso ad altri.

2. La trasmissione richiede un contatto stretto e prolungato

Il virus delle Ande non si diffonde nell’aria come lo sono il morbillo o la varicella. Non puoi prenderlo entrando in una stanza ore dopo che una persona infetta se ne è andata. La trasmissione generalmente richiede:
* Vicinanza: Essere direttamente accanto a una persona infetta per un periodo prolungato.
* Interazioni specifiche: Gli operatori sanitari, come il medico di bordo risultato positivo, corrono un rischio maggiore a causa del contatto intimo con i pazienti (ad esempio, ascoltando la respirazione o esaminando la gola).

3. Il ruolo dell’ambiente

Lo spazio ristretto di una nave da crociera ha svolto un ruolo cruciale in questa epidemia. Una scarsa ventilazione consente alle particelle virali di persistere, aumentando il rischio di trasmissione rispetto a spazi ben ventilati o all’aperto. Iovine osserva che una stanza d’ospedale standard, con frequenti ricambi d’aria, offre rischi molto inferiori rispetto a una cabina sigillata con scarso flusso d’aria.

Sintomi e incubazione

Identificare precocemente un’infezione da virus delle Ande può essere difficile perché i sintomi iniziali non sono specifici e assomigliano a malattie comuni come l’influenza.

  • Periodo di incubazione: i sintomi possono comparire ovunque da 5 giorni a 6 settimane dopo l’esposizione. Questa lunga finestra temporale complica il monitoraggio e il contenimento, ma significa anche che il virus non si diffonde così rapidamente come gli agenti patogeni con periodi di incubazione più brevi.
  • Primi segnali: Febbre, mal di testa, affaticamento e dolori muscolari.
  • Progressione: la malattia può progredire rapidamente fino a diventare condizioni gravi, motivo per cui l’isolamento immediato e il monitoraggio medico sono fondamentali.

Contenimento e rischio per il pubblico

Per la persona media, il rischio di contrarre il virus delle Ande al di fuori di questo specifico contesto epidemico rimane estremamente basso. I dati storici supportano questa cautela. Uno studio del 2020 pubblicato sul New England Journal of Medicine ha dettagliato una precedente epidemia di virus delle Ande in Cile (2018-2019). Una volta attuate rigorose misure di contenimento, la catena di trasmissione si è interrotta e l’epidemia si è attenuata.

Attualmente, protocolli di contenimento simili sono in vigore a livello globale. Iovine sottolinea che, sebbene il virus sia pericoloso, non ha il “potenziale pandemico” riscontrato in altri virus respiratori.

“Mi preoccupo per un sacco di cose, ma non per questo,” ha dichiarato Iovine. “Sono preoccupato per le epidemie di morbillo.”

Conclusione

Sebbene l’epidemia di hantavirus sulla MV Hondius sia un evento medico grave con tragiche vittime, i suoi limiti biologici e l’efficacia delle attuali misure di contenimento impediscono che diventi una minaccia globale. Il virus richiede un contatto stretto e prolungato per diffondersi e non indugia nell’aria, distinguendolo nettamente dagli agenti patogeni che causano la pandemia.